COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI


UN CICLO DEI RIFIUTI CONDIVISO PER USCIRE DALLA BARBARIE

indexSe esiste una descrizione adeguata del pachidermico e inquinante sistema dei rifiuti calabrese, tale descrizione è quella fornitaci dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti in Calabria, la quale ha individuato con chiarezza “un sistema di potere non estraneo agli interessi politico-malavitosi”.

È il sistema delle deroghe alle normative sanitarie ed ambientali, degli impianti privati e degli interventi senza alcuna logica né pianificazione, del business “tal quale” e dei prezzi gonfiati, dell’eterna emergenza e delle decisioni prese nel chiuso delle stanze, che costringono i territori a scendere sistematicamente in strada. Continua a leggere

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SERRASTRETTA: Presentazione LIBRO BIANCO

Libro Bianco a Serrastretta 19.10.2014LIBRO BIANCO sula GESTIONE degli ACQUEDOTTI CALABRESI

Il Coordinamento Calabrese Acqua pubblica “Bruno Arcuri”, in collaborazione con la Biblioteca Comunale Luis Scalese e il Comitato No Discarica di Pianopoli presentano il LIBRO BIANCO sula Gestione degli Acquedotti Calabresi.

Sabato 18 ottobre 2014 presso la Sala Brezia di Serrastretta (CZ) Continua a leggere

#decidiamonoi – Foto Report Manifestazione 10 maggio

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#DECIDIAMONOI! – 10 MAGGIO MANIFESTAZIONE REGIONALE COSENZA

DA LAMEZIA IN PARTENZA UN AUTOBUS

 Sabato 10 maggio la città di Cosenza verrà invasa da cittadini e cittadine di questa Regione che vogliono far sentire la propria voce per una diversa gestione dei rifiuti. Il 10 è anche una data simbolica ma importante, ovvero è il giorno della scadenza dell’ordinanza del Presidente della Regione Calabria (già rinnovata una volta) che va in deroga alla legge e che permette di sversare il rifiuto tal quale in discarica. Inoltre dal 21 febbraio, grazie alla legge regionale presentata dal consigliere Fausto Orsomarso, è possibile utilizzare le discariche private, cosa prima vietata.

E’ notizia dell’ultima ora l’annunciato arrivo delle sanzioni dell’Unione Europea ammontanti a 61 milioni di euro e 256.000 al giorno per l’Italia, in cui la Calabria ha la sua grossa fetta di responsabilità con 43 siti fuori norma. E stiamo parlando della procedura di infrazione aperta nel 2003. Cosa è stato fatto sinora? Nulla, se non continuare sullo stesso passo.

Il Comitato No Discarica Pianopoli è tra i promotori del corteo e sosterrà l’evento con un autobus in partenza da Lamezia Terme (per adesioni: 338/5037210; nodiscaricapianopoli@gmail.com) perché è arrivata l’ora di dire basta a tutto questo sfacelo, è arrivata l’ora di #DECIDIAMONOI!

Sabato 10 maggio tutti in piazza!

LA MANIFESTAZIONE

* IL PERCORSO

Il concentramento è previsto per le 16.00 in piazza Cappello, si prosegue per via Roma, via Rodotà, via Alimena, via Montesanto, corso Umberto, piazza dei Bruzi, Corso Mazzini con arrivo a piazza XI Settembre.

* IL CORTEO IN DIRETTA

Per gli assenti al corteo si sta organizzando la macchina multimediale della manifestazione. Le dirette previste sono in streaming audio e video, aggiornamenti sui tradizionali social network. Il sito http://www.difendiamolacalabria.org è il riferimento per tutti gli indirizzi che saranno attivi dalla mattinata del 10.

* VILLAGGIO10MAGGIO

Sin dalle 10.00 del mattino l’area dei capannoni delle ex FdC su viale Mancini (CSA) vivrà la manifestazione con il consueto, ma più ampio, mercatino settimanale. Servizi nell’area: parcheggio, wi‐fi, mercatino, area food.

* #LET’S CLEAN EUROPE! Con il sostegno dell’Unione Europea.

Anche la manifestazione #DECIDIAMONOI! è stata inserita nella data europea dell’iniziativa sopportata dall’UE (vedi il sito http://www.letscleanupeurope.eu/).


Interrogazione a risposta in commissione 5-02578

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-02578
presentato da
PARENTELA Paolo
testo di
Lunedì 7 aprile 2014, seduta n. 206

PARENTELA e NESCI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
la discarica di Pianopoli, situata in Calabria tra i comuni di Gallù e Carratello è, al momento, l’unica discarica funzionante della regione; chiusa per diverso tempo nelle scorse settimane ha riaperto in questi giorni la sua attività che, di fatto, sopperisce allo smaltimento dei rifiuti per tutta la regione;
la discarica, infatti, ha una volumetria complessiva di 500.000 metricubi e dalla sua riapertura, a fine marzo 2014, vengono conferiti circa 600 tonnellate al giorno di rifiuti;
l’emergenza ambientale in Calabria si aggrava in maniera esponenziale, nonostante i diversi anni di commissariamento (1997-2013): cumuli di rifiuti si trovano ai bordi delle strade e anche nei pressi di abitazioni e scuole creando disagi e comportando potenziali rischi alla salute umana;
sulla discarica di Pianopoli, sin dalla sua costruzione – avviata nel 2005 – e su più fronti sono stati sollevati numerosi dubbi e sono state avanzate proposte di revoca dell’autorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate;
pare, infatti, che in merito al sito scelto per l’ubicazione della suddetta discarica esistano documentazioni diverse e contrapposte sulla natura idrogeologica dell’area e a tale proposito, sembra, non sia stato preso in considerazione lo studio realizzato nel 1987 dal geologo dottor Giulio Riga che accompagna il piano regolatore del comune di Pianopoli; addirittura, agli interroganti risulta che la relazione geologica che accompagna la richiesta di autorizzazione della discarica ometta di segnalare la presenza di un pozzo sul terreno interessato e di numerosi altri pozzi nella zona;
il progetto, non prevedeva inizialmente il recupero, a fini energetici, di gas prodotti dalla discarica, e non teneva conto che a meno di 700 metri dalla sua collocazione scorre il fiume Amato, a 100 metri il fiume Grotte e a pochi chilometri di distanza ci sono alcuni serbatoi e pozzi da cui si ricava l’acqua potabile che serve l’intero circondario e che potrebbe essere stata seriamente contaminata dalla discarica ad oggi quasi satura;
la discarica dista poco più di un chilometro dal territorio di Serrastretta e meno di 3 chilometri dagli agglomerati urbani delle frazioni Cancello, Nocelle, Pantanelle e Salice, che interessano complessivamente una popolazione di circa 700 abitanti;
i possibili rischi e disagi ambientali che si producono sul territorio del comune di Serrastretta possono essere così sintetizzati: esposizione a gravi rischi per la salute per le popolazioni di Pantanelle, Nocelle, Cancello e Salice, connessi alla presenza di rifiuti potenzialmente pericolosi nell’invaso o alla fuoriuscita di biogas; inalazione di gas di scarico, particelle sottili prodotte dalla movimentazione dei rifiuti, particolato (pm10) e altre sostanze la cui continua esposizione potrebbe causare problemi alle vie respiratorie e circolatorie; rischio di inquinamento delle falde acquifere con potenziali danni all’agricoltura e conseguentemente alla salute umana; deturpazione del patrimonio paesaggistico; svalutazione dei terreni agricoli ed edificabili;
in particolare l’area individuata dalla Eco-inerti per la costruzione della discarica è parte integrante di una zona sismica di 1a categoria e quindi, l’autorizzazione contrasterebbe con le norme dettate dal decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003;
la discarica non aveva una strada d’accesso, di fatto si percorreva il torrente grotte per circa 500 metri per poi accedere al sito. Solo dopo alcune denunce e successivi sequestri viene chiesto alla provincia di Catanzaro l’autorizzazione per la costruzione di una strada d’accesso, richiesta irrituale in quanto la suddetta strada attraverserebbe un corso d’acqua;
per far fronte all’emergenza rifiuti in regione Calabria relativamente alla gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU), il 17 luglio 2009 è stato presentato un progetto di ampliamento dell’impianto di smaltimento, per una capacità pari a 800.000 metricubi; con tale ampliamento la discarica di Pianopoli raggiungeva una capacità totale pari a 1.295.000 metricubi;
dal 1o gennaio 2012 la società Eco Inerti, titolare dell’Aia per l’ampliamento dell’impianto, si è fusa per incorporazione nella società controllante Daneco, alla quale è stata volturata l’Aia con DDG n. 6620 del 14 maggio 2012;
attualmente i vertici della Daneco impianti srl sono sottoposti a provvedimento di custodia cautelare nell’ambito dell’indagine «black smoke» relativa all’aggiudicazione della bonifica del sito di interesse nazionale (SIN) di Pioltello e Rodano, pur non avendo i necessari requisiti e la declassificazione dei rifiuti da pericolosi a non pericolosi, agevolando lo smaltimento dei materiali in siti di proprietà; tale provvedimento potrebbero ripercuotersi proprio sulla Calabria poiché si sta verificando che i rifiuti pericolosi dell’ex area Sisas siano finiti anche negli altri impianti della Daneco come quelli calabresi. Nell’ordinanza c’è un unico riferimento, proprio alla discarica di Pianopoli;
in data 10 maggio 2013, il presidente della regione Giuseppe Scopelliti ha firmato l’ordinanza n. 41 del 10 maggio 2013, che consente di conferire i rifiuti solidi urbani nel territorio della regione Calabria senza il preventivo trattamento previsto; ciò avviene oggi anche nella discarica di Pianopoli –:
se, in base a quanto esposto in premessa e alle criticità riscontrate nella discarica di Pianopoli sin dalla sua progettazione, non ritenga opportuno verificare agli atti le azioni avvenute nel periodo di commissariamento della regione per l’emergenza rifiuti, anche relativamente alla possibilità di ampliamento del sito;
se, relativamente all’indagine che vede coinvolti i dirigenti della Daneco nel traffico e smaltimento illecito di rifiuti, ipotizzando tra l’altro lo smaltimento di rifiuti pericolosi nella discarica di Pianopoli, intenda disporre ulteriori accertamenti e controlli sul sito, ai sensi dell’articolo 195, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
se sia stata assunta un’iniziativa diretta a verificare se la citata ordinanza n. 41 del 2013 possa esporre l’Italia a una procedura di infrazione. (5-02578)


Grande partecipazione anche alla seconda iniziativa pubblica No Discarica a Cancello

L’azienda speciale pubblica e partecipata come soluzione al problema dei rifiuti e della gestione delle risorse idriche integrate:si è discusso di questo nella seconda assemblea pubblica promossa dal Comitato no ampliamento discarica di Pianopoli, sabato 15 a Cancello di Serrastretta.
Gestione pubblica e partecipata del servizio idrico e del ciclo dei rifiuti, strategia rifiuti zero con politiche mirate alla riduzione dei rifiuti al recupero e al riciclo dei materiali che portino progressivamente alla chiusura di discariche ed inceneritori, questi i temi trattati nel corso dell’incontro che ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini del comprensorio, che hanno colloquiato con il sindaco di Saracena, fra i primissimi comuni in Italia ad anticipare il referendum sull’acqua pubblica del 2011 diversi anni fa e a dichiarare guerra alle logiche nazionali della privatizzazione, primo in Calabria con un virtuoso ciclo dei rifiuti.
Il Sindaco Gagliardi ha illustrato ai numerosissimi partecipanti come attraverso semplici passaggi sia potuto arrivare ad un 65% di differenziata nel 2013, alla riduzione dei costi in capo al cittadino, producendo anche un aumento occupazionale, attraverso la creazione di un’azienda speciale in house passando da 3 a 13 unità lavorative.
Un momento di informazione e riflessione, ma anche di protesta civile e civile dissenso per spiegare come quella che ci propongono come una emergenza possa essere superata proponendo un nuovo modello economico, non più legato a logiche di tipo affaristico privatistico, ma a logiche di tutela del bene pubblico attraverso una gestione pubblica e partecipata. Occorre però, come affermato dal sindaco Gagliardi, una precisa volontà politica e un intenso lavoro di cooperazione e socializzazione, con le amministrazioni che hanno la medesima visone politica e, chiaramente, con tutti i movimenti in lotta per quei beni, servizi e risorse che non possono essere considerati più come merce.
In chiusura un partecipato ed interessante dibattito che ha visto protagonista, tra gli altri, anche il Sindaco di Serrastretta, intervenuto all’assemblea proprio in virtù della sua dichiarata ispirazione al “modello Saracena”, ha messo in evidenza alcune criticità: ad esempio l’ipotesi (per ora) allo studio della realizzazione di un biodigestore anaerobico per la frazione umida dei rifiuti che produrrebbe biogas da utilizzare nella produzione di energia elettrica. A questa soluzione il comitato, attraverso il contributo motivato di alcuni suoi membri,ha espresso la sua ferma contrarietà sostenendo che la frazione umida dei rifiuti deve essere trattata con compostiere il più possibile limitate nelle dimensioni per poter produrre compost di qualità. Altresì il Comitato ha rinnovato la sua proposta al Sindaco Molinaro di utilizzare i 200.000 euro che la Daneco dovrebbe versare a titolo di parziale indennizzo per il territorio di competenza su cui insiste la discarica di Pianopoli, esclusivamente per struttura un sistema di raccolta differenziata spinta porta a porta.
L’assemblea si è comunque chiusa positivamente, con l’impegno da parte di tutti i convenuti di iniziare un percorso di analisi per la valutazione della fattibilità e della totale/parziale esportabilità del modello di gestione presentato, pur nella considerazione della necessità di tenere in considerazione le effettive eventuali differenze tra i territori. Il Comitato si farà garante di intraprendere tutte le azioni che nelle future assemblee pubbliche, si deciderà di mettere in pratica affinché il percorso iniziato sia portato a compimento.

Comitato No Discarica Pianopoli