COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI


Sblocca Italia

VendesiDecreto “Sblocca Italia”, un ritorno al passato verso la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni
Solo venerdì è stato pubblicato il testo del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”. Ci sono voluti quasi 15 giorni prima che venisse alla luce essendo stato licenziato nel Consiglio dei Ministri del 29 Agosto scorso. Un lungo travaglio che, però, non è servito per migliorarne il contenuto.
Anzi si tratta di un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche governative costruendo un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche. Continua a leggere
Annunci


La spazzatura calabrese sarà trasferita in Campania Siglato l’accordo: costerà circa 80 euro a tonnellata

L’assessore Pugliano ha annunciato l’accordo per il trasferimento dei rifiuti negli impianti campani. La trattativa era in corso da tempo ed era nata anche davanti ai contenziosi legati all’invio all’estero della stessa spazzatura

CATANZARO – La giunta regionale della Calabria, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Francesco Pugliano, ha approvato l’accordo con la Regione Campania per il conferimento di rifiuti. L’accordo prevede che i rifiuti provenienti dalla Calabria saranno conferiti in impianti situati nel territorio della Campania.
La decisione di trasferire i rifiuti in Campania era stata assunta davanti ai contenziosi aperti sul trasferimento all’estero (LEGGI LA DECISIONE DEL TAR). Così, l’assessore all’Ambiente Francesco Pugliano aveva annunciato, una volta annullato il bando per l’estero, che l’ente regionale stava tentndo di correre ai ripari con una nuova ordinanza speciale, stavolta firmata dalla facente funzioni, Antonella Stasi. Una sorta di piano b, che prevede, appunto, ancora lo scarico del tal quale a Pianopoli, ovvero del rifiuto non trattato, e carichi di spazzatura verso la Campania, a Napoli che, per 80 euro a tonnellata ratterebbe la spazzatura calabrese.
Appena pochi giorni fa, lo stesso assessore Pugliano ha annunciato l’aumento della tariffa dei rifiuti per i Comuni e il commissariamento di quegli enti locali che non avranno pagato il dovuto.

Fonte: il Quotidiano della Calabria


Tasse regionali per i rifiuti raddoppiate ma si preannuncia nuovamente l’emergenza sulle strade

Bocciato il progetto per la mini discarica a servizio del lametino che doveva sorgere al posto del canile municipale, in itere quello dell’isola ecologica davanti all’ingrosso ortofrutticolo di contrada Rotoli (i lavori dovrebbero essere conclusi per settembre), la discarica di Pianopoli si preannuncia colma con l’ennesima estate di rifiuti per strada. Nel mentre la Regione comunica di raddoppiare la tariffa per i rifiuti, i sindaci non ci stanno e mercoledì chiederanno di fermare questi aumenti denunciando anche interventi che non aiutano la cooperazione degli enti per autogestire il ciclo dei servizi e del riciclo.
Nella riunione dei sindaci del comprensorio lametino per illustrare i contenuti della manifestazione che, spinta dall’Anci, si terrà davanti al consiglio regionale mercoledì (partenza da Via Perugini in autobus) dopo che a tutti i comuni calabresi la Regione ha comunicato che in maniera retroattiva la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani raddoppia, il malumore è condiviso perché «questo presuppone di dover variare tanto i bilanci 2014 che paradossalmente anche i consuntivi 2013», rimarca Gianni Speranza, «tutto ciò è un problema serio di mancata discussione tanto della giunta che del consiglio regionale. Non può arrivare tutto con una determina regionale».
Per il primo cittadino lametino «è la prova che la Regione non punta sull’aumento della differenziata, né ad aiutare chi la incentiva, sia da parte dei cittadini che delle pubbliche amministrazioni. I Comuni che pagano sono per altro equiparati a quelli che non pagano, quindi non c’è neanche premialità o riconoscimento in questo disastro annunciato».
Se ad aprile 2013 si parlava di nuovi progetti in atto, dopo più di un anno Speranza dichiara che «in località Stretto non saranno più riproposti dopo le bocciature della Regione nel 2009, mentre l’area di località Bagni sarà solo una soluzione tampone e temporanea, con costi che ulteriormente si alzerebbero».
Gianluca Cuda, primo cittadino di Pianopoli, parla di «un finale con il botto di questa Regione, una mannaia che arriva sulla testa di tutti i cittadini, siano essi abitanti in realtà che fanno il 73% di differenziata o che sia allo zero tale percentuale. Però la legge nazionale ci obbliga a fare uno sconto, nel novere del 5%, ai contribuenti che fanno la differenziata, mentre la Regione ci obbliga di equiparare il tutto. Insomma, a questo punto sembra quasi conveniente economicamente ritornare indietro di anni ed anni, ma non lo si può dire dopo tanti sacrifici fatti e gli sforzi anche per l’ambiente». Sulla discarica Daneco il sindaco spiega che «nonostante il terzo ampliamento in atto i rifiuti è come se fossero già per strada, ma anche gli enti pubblici si svegliano tardi. Con 180 milioni di euro spesi per portare all’estero i rifiuti si porterebbero tutti i Comuni ad essere autosufficienti. Per quanto mi riguarda altri ampliamenti della discarica non li autorizzerò».
Giovanni Paola, sindaco di Conflenti, sottolinea che «la protesta nasce dal paradosso di avere un servizio scadente e pagato il doppio. Noi primi cittadini ci troviamo ad avere un ruolo da esattori, ai cittadini è difficile spiegare come sia possibile pagare di più in queste condizioni», aspetto denunciato anche dal primo cittadino di Decolatura, Annamaria Cardamone: «se questa è la politica regionale, siamo pronti a bloccare questa decisione che nasce da un’anomalia come quella di vedersi arrivare dei raddoppi non dalla giunta ma da un dirigente».
Leopoldo Chieffallo, navigato politico ed attualmente guida dell’amministrazione comunale di San Mango d’Aquino, riepiloga i dati del commissariamento del servizio rifiuti evidenziando «un’anarchia ancora attiva, una serie di disservizi che la Regione vuole far ricadere sulle spalle dei cittadini. L’assessore dovrebbe dimettersi dopo quest’ultima decisione, non si può continuare a tollerare la malgestione di una situazione che riguarda solo 2 milioni di abitanti».
Eugenio Gallo, sindaco di Martirano Lombardo, parla di «decisioni arbitrarie e non rispettose della legge, e su questo aspetto l’Anci si è mossa già da tempo anche se la giunta sembrerebbe pronta a ratificare quanto già comunicato a noi amministratori. Se fino ad oggi la Regione interveniva anche con fondi propri, ora si chiede un ulteriore sforzo ai cittadini. Per altro alcune realtà avevano già mandato le prime rate della Tari, ora si chiede di rivedere il tutto complicando i bilanci tanto dei Comuni che delle famiglie».
In conclusione Michele Rizzo, primo cittadino di Platania, pone un’altra visione del problema: «per uscire da questa emergenza è evidente che bisogna affidarsi ad impianti di trattamento di rifiuti diversi da quelli attuali, ovvero le discariche, ma non ci sono interventi né a sostegno dell’unione dei comuni né si danno le risposte a chi li propone. Quanto si risparmierebbe avendo un unico impianto per il trattamento dell’umido a Lamezia che accolga quanto differenziato in tutto il circondario? Oggi la Regione ci dice che non possiamo sfruttare queste possibilità».

Fonte: lameziainforma.it


I COMITATI RISPONDONO A PUGLIANO

“Pugliano farebbe meglio a tacere. Invece di battere cassa, obblighi i Comuni alla differenziata”

Nella giornata di ieri, mercoledì 28 maggio, si è tenuto un nuovo incontro dei comitati calabresi che si oppongono all’attuale modello dissennato di gestione dei rifiuti in Calabria e che, dopo la splendida manifestazione regionale che si è tenuta il 10 maggio a Cosenza, stanno mettendo in cantiere ulteriori iniziative.

L’assemblea non ha potuto però esimersi dal commentare le recenti affermazioni dell’assessore Pugliano che ha prefigurato l’ennesima emergenza rifiuti, nel caso in cui i Comuni non paghino le spettanze regionali, e minacciato il commissariamento per i morosi. Anche se ci sarebbe da discutere, e parecchio, sulla qualità del servizio corrisposto, le perplessità non derivano da una generica difesa delle amministrazioni comunali.

Quello che fa indignare è l’atteggiamento di Pugliano e del dirigente Gualtieri – diventato di fatto, con l’ultima ordinanza firmata dalla Vice Presidente, il nuovo commissario alla gestione dei rifiuti – che a parole spingono sulla differenziata, bacchettando sulla stampa i Comuni, mentre nei fatti si preoccupano solo di garantire i denari alle ditte private che operano nel settore.

Non bastano gli appelli ai Comuni e alla sensibilità dei cittadini!

Che la Regione adotti gli strumenti per obbligare i Comuni al raggiungimento delle soglie minime di raccolta differenziata previste dalla Legge, e che prefigurano anche il Commissariamento ad acta in caso di inadempienza.

Un commissariamento per queste finalità sarebbe comprensibile e condivisibile. Certo, questo significherebbe abbattere nettamente la quantità di rifiuti da gestire per le varie società coinvolte, così come significherebbe ridimensionare nettamente il nuovo milionario piano dei rifiuti e, infine, significherebbe non poter più minacciare prossime emergenze al fine adottare assurde ordinanze straordinarie e promulgare leggi illegali. Allora meglio continuare a battere cassa…


#DecidiamoNoi. Sul corteo calabrese del 10 maggio

Cinque spazzini in maschera che ripuliscono le strade dai “rifiuti” calabrese: gli ex governatori Scopelliti e Loiero, l’assessore regionale all’ambiente Pugliano, il dirigente regionale Gualtieri, gli imprenditori in odore di mafia Vrenna e Guarascio ed altri ancora. E’ senz’altro questa l’immagine che meglio sintetizza l’intenso corteo calabrese del 10 maggio che ha visto la partecipazione di migliaia di persone provenienti da tutti gli angoli della Regione proprio nel giorno in cui scadeva l’ordinanza in deroga dell’ormai ex Presidente Scopelliti (dimessosi dopo la sentenza di condanna a sei anni di reclusione per abuso e falso) che permetteva di abbancare in discarica i rifiuti senza il pretrattamento obbligatorio previsto dalle normative nazionali e comunitarie.
Diverse le realtà presenti in lotta che si sono accodate dietro il grande striscione verde di apertura #DECIDIAMONOI. Il comitato di Donnici e poi quello di Celico, protagonista, quest’ultimo, di una intensa resistenza per difendere la Presile Cosentina dall’invasione dei rifiuti tal quali. Poi i comitati urbani cosentini di Castrolibero e Rende contro le megadiscariche ed il comitato contro la discarica di Pianopoli, il cuore del sistema rifiuti calabrese con 1milione e 300mila metri cubi di discarica ai quali probabilmente se ne aggiungeranno altri 850mila così come richiesti dalla Daneco dei Colucci (Francesco, uno dei fratelli, da cinque mesi agli arresti per l’inchiesta sulla bonifica del polo chimico di Pioltello-Rodano). Ancora Praia a Mare con il Comitato per le bonifiche dei terreni, dei fiumi e dei mari ed il Comitato contro la discarica di Cozzo Giani di Lago, il Comitato civico spontaneo per il “NO” alla piattaforma rifiuti di Bisignano ed il Comitato Territoriale Valle Crati Rifiuti Zero, il Comitato di Bucita ed il Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà di Crotone, il Comitato per la Difesa dei Beni Comuni di Acri e l’Associazione Il Riccio di Castrovillari, Il Csoa A. Cartella di Reggio Calabria ed il Comitato Prendocasa di Cosenza, il Lsa Assalto di Rende e il Collettivo Autonomo Altralamezia di Lamezia Terme, l’Ass. Le Lampare di Cariati e l’Ass. Il Brigante di Serra San Bruno e poi il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, il C.S.C. Nuvola Rossa di Villa San Giovanni, la Lipu di Cosenza e Ateneo Controverso, il RASPA di Alessandria del Carretto e poi tantissimi cittadini in un fiume colorato ed allegro di musica, striscioni e cartelli che rivendicavano giustizia contro i tanti scempi ambientali prodotti da venti anni di politiche liberiste in salsa calabrese.
Gli interventi a pioggia arrivati a fine corteo, dal piccolo palco improvvisato con poche pedane in legno, hanno denunciato le connivenze del sistema politico regionale con la ‘ndrangheta che da tempo ha fiutato il mega affare miliardario del ciclo dei rifiuti, dell’occultamento di quelli pericolosi con affondamenti in mare e i sotterramenti disseminati lungo tutto il territorio regionale o addirittura utilizzandoli come materiali per l’edilizia pubblica e privata, condannando, di fatto, intere comunità a vivere e convivere con neoplasie ed altri mali.
È per questo che il Coordinamento Regionale dei Comitati ha chiesto, come primissimo atto politico, l’istituzione del Registro Tumori.
La Regione Calabria, però, è come un muro di gomma indifferente alle richieste che provengono dal basso e, seguendo l’ennesima falsa logica emergenziale, continua a proporre soluzioni che palesemente hanno come unico scopo quello di ingrossare le tasche dei soliti noti imprenditori che troppo spesso puzzano di ‘ndrangheta come la spazzatura che trattano.
Si punta quindi ancora una volta su discariche, inceneritori, trasferimento transfrontaliero dei rifiuti, ecoballe da stipare in capannoni dismessi ed incremento del 50% della produttività degli impianti di trattamento che vuol dire, in soldoni, incremento delle ore lavorative e dei turni di lavoro degli operai addetti al ciclo del trattamento.
Le soluzioni invece ci sono e dal corteo sono state scandite chiaramente: zero discariche, zero inceneritori; raccolta differenziata spinta “porta a porta” e promozione della Strategia “Rifiuti Zero”; una gestione pubblica e partecipata dalle comunità e dai lavoratori del settore.
Soluzioni, tutte queste, che riportano al centro del dibattito le comunità locali e i tanti comitati in lotta come soggetti centrali e fondamentali dei processi decisionali, politici ed economici. Niente deleghe in bianco quindi, ma promozione di forme di autogoverno ed autogestione per la tutela del territorio e della salute.

Da communianet.org


RIFIUTI: LE NON SOLUZIONI DELLA REGIONE

IL 10 MAGGIO SCADE LA DEROGA E I COMITATI SCENDONO IN PIAZZA

Il 10 maggio la Calabria potrà prendere una duplice boccata d’aria. E’ il giorno scelto dai comitati ambientali calabresi per manifestare nelle strade di Cosenza il loro dissenso alle politiche regionali in materia di rifiuti, e rappresenta anche la data di scadenza dell’ordinanza di Scopelliti che autorizza lo sversamento del “tal quale” direttamente nelle sature discariche regionali.

L’avvicinarsi della scadenza di questa deroga, che più volte Giunta e Dipartimento hanno dichiarato di non voler prorogare, sta però facendo andare in agitazione il personale degli stessi uffici; particolarmente attivo in queste ore, pare non sappia più che pesci prendere. Cosa devono aspettarsi i calabresi? Nulla di nuovo, le solite grottesche soluzioni tampone, come dimostrano i flop degli ultimi tempi in cui il bando per la gara d’appalto per il trattamento fuori regione dei rifiuti di fatto è stato annullato perché una delle società che facevano parte dell’associazione temporanea di imprese, unica partecipante al bando, non aveva l’iscrizione alla Camera di Commercio. Anche il governo ha risposto “picche” alla solita richiesta di poteri speciali. Il Ministro Galletti, ribadendo un concetto che ambientalisti e comitati ripetono ormai da quasi vent’anni, ha detto “NO”, invitandoli a rispettare le leggi che già ci sono. Evidentemente è l’organizzazione a livello locale che manca.

Ora ci provano convocando gestori degli impianti e enti interessati a studiare l’ennesima manovra straordinaria, soffiando sul fuoco della nuova emergenza alle porte. Ma quali sarebbero queste proposte sulle quali i tecnici regionali stanno lavorando in questi giorni di frenetiche riunioni?

La prima è geniale. Visto che il sistema impiantistico regionale non è in grado di trattare la totalità dei rifiuti prodotti in Calabria, e visto che non si può spingere sulla differenziata porta-a-porta, altrimenti tale quantità diminuirebbe per incanto, senza bisogno quindi di ampliare gli impianti, di costruirne di nuovi, di spendere centinaia di milioni di euro, allora bisogna aumentare l’attuale capacità di trattamento degli impianti. Aumento, quindi, delle ore di lavoro degli operai, in modo da fare più turni, e niente più compostaggio per la frazione organica, per velocizzare le operazioni. Si pensa anche all’affiancamento di impianti TMB mobili agli attuali impianti, e sarà da capire chi fornirà questi impianti e a quali costi.

All’impianto lametino della Daneco hanno destinato attenzioni particolari, immaginando la sostituzione dei ventilatori con altri più potenti, in modo da poter trattare maggiori quantità di rifiuti. Sempre a Lamezia con la finalità di aumentare la quantità di indifferenziato da trattare, sarà ridotta la ricezione di organico proveniente da raccolta differenziata: dove sarà lavorato questo organico è un altro bell’interrogativo.

Dulcis in fundo l’imballaggio del “tal quale” in eccesso per stoccare “temporaneamente” le balle cellofanate in attesa di tempi migliori. Anche le ECOBALLE insomma, a dimostrare quanto il dramma della Campania non abbia insegnato nulla, almeno ai politici.

D’altro canto le popolazioni calabresi, riunite in sempre più numerosi e spontanei comitati, affiancati da realtà da lungo tempo presenti sui territori si sono e si stanno mobilitando per sottolineare, con forza e convinzione, la necessità di una gestione pubblica e partecipata dei rifiuti. Non è più pensabile imporre ai cittadini lo scempio della loro terra, della loro salute, della qualità della vita, imponendo condizioni economiche sempre più umilianti e degradanti. Gli abitanti delle Calabrie chiedono il diritto di vivere nella propria terra, partendo da una seria politica di bonifica del territorio compromesso da decenni di malavita politica e imprenditoriale.

Mo’ basta…DECIDIAMO NOI!” sarà lo slogan sotto cui si potranno riconoscere tutti i calabresi che il 10 maggio scenderanno in piazza a Cosenza, consapevoli che solo una forza proveniente realmente dal basso potrà rappresentare la sola ancora di salvezza per questa terra e per le nostre vite.

Comitato Difesa del Territorio – DONNICI, COSENZA (CS), Comitato Ambientale Presilano – CELICO (CS), Comitato per le bonifiche dei terreni, dei fiumi e dei mari della Calabria – PRAIA A MARE (CS), Comitato No Discarica Pianopoli – SERRASTRETTA, PIANOPOLI, LAMEZIA TERME (CZ), No discarica Giani – LAGO (CS), Comitato civico spontaneo per il “NO” alla piattaforma rifiuti – BISIGNANO (CS), Comitato Territoriale Valle Crati, Rifiuti Zero – TORANO CASTELLO (CS), Comitato No Mega Discarica – CASTROLIBERO (CS), Associazione no discariche nei centri urbani – RENDE (CS), Comitato antidiscarica – SCALA COELI (CS), Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà – CROTONE, Comitato per la Difesa dei Beni Comuni – ACRI (CS), Associazione Paolab – PAOLA (CS), Badolato in Movimento – BADOLATO (CZ), Solidarietà e Partecipazione – CASTROVILLARI (CS), ass. il Riccio – CASTROVILLARI (CS), ass. La Piazza CLETO (CS), Csoa Angelina Cartella – REGGIO CALABRIA, Cpoa Rialzo – COSENZA, Lsa Assalto – RENDE (CS), ass. Le Lampare – CARIATI (CS), movimento Terra e POPOLO – ROSSANO (CS), ass. Il Brigante – SERRA SAN BRUNO (VV), ass. Fratorel – CORTALE (CZ), ass. Net-left – SAN DONATO DI NINEA (CS), LSOA Ex Palestra – LAMEZIA TERME (CZ), Scuola del Vento – CAMPO ROM COSENZA, ass. Forum Ambientalista – CALABRIA, Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” – CALABRIA, Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” – CALABRIA, C.S.C. Nuvola Rossa – VILLA SAN GIOVANNI (RC), Collettivo UniRC-AteneinRivolta – REGGIO CALABRIA, Ass. Magnolia – REGGIO CALABRIA, LIPU – Sede Provinciale Cs – COSENZA, Vas Onlus (Verdi Ambiente e Società) – CALABRIA, Cambiamendicino – MENDICINO (CS), GAS Esperia – REGGIO CALABRIA, Ateneo Controverso – COSENZA.