COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI

Traffico illecito di rifiuti, indagini chiuse per 29

REGGIO CALABRIA A poche settimane dall’avviso di garanzia rimediato a Roma nell’ambito della maxi inchiesta sul “sistema rifiuti di Manlio Cerroni” in qualità di ex commissario delegato dal governo per l’emergenza rifiuti nella Capitale, arrivano altri guai per il prefetto Goffredo Sottile, ma questa volta parlano calabrese. Il suo nome, noto anche in Calabria per gli anni in cui è stato chiamato dal governo a mettere ordine nel caos del settore rifiuti, è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Sara Ombra della Dda di Reggio insieme a quello di altre 28 persone, perché tutti sospettati di aver sversato illecitamente – o di aver permesso che questo avvenisse – migliaia di tonnellate di spazzatura.
Ma Sottile non è l’unico uomo delle istituzioni finito nei guai. Insieme a lui, fra gli indagati c’ è anche il commissario di governo Adelchi Andrea Ottaviano, già inciampato a Catanzaro in un’inchiesta per la discarica Alli. E poi decine di amministratori delegati delle società di raccolta e trasporto rifiuti come i responsabili dei numerosi impianti di conferimento e trattamento – in alcuni casi, tuttora in rapporti con la pubblica amministrazione – che negli anni della ancora non conclusa emergenza hanno popolato la regione. Per quindici di loro l’accusa è grave e pesante. Per il pm Sara Ombra, che ha coordinato e di recente concluso l’indagine – Enrico Friz, Carlo Alfiero, Alessandro Luigi Forte, Leonardo Salvaggio, Giuseppe Domenico Esposito, Antonino Princi, Antonio Falvo, Alessandro Giardiello, Antonio Levato, Giovanni Cianciaruso, Domenico Richichi, Andrea De Poli, Daniele Giuseppe Vilardi insieme al prefetto Sottile e al commissario Ottaviano farebbero tutti parte di un’associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti. Si tratterebbe di un vero e proprio cartello criminale che negli anni avrebbe macinato lauti profitti assegnando “ai rifiuti codici Cer di comodo, al solo fine di renderli compatibili con le autorizzazioni amministrative in possesso dei siti di produzione e di destinazione, così da occultare e/o modificare la vera natura del rifiuto e facendo apparire adempiuti i precetti di legge”. Allo stesso modo, i membri dell’associazione avrebbero «simulato fittizie operazioni di selezione e trattamento dei rifiuti che venivano fraudolentemente classificati e illecitamente conferiti in parte al termovalorizzatore di Gioia Tauro e in parte presso le discariche di Rossano, Alli e Pianopoli». Accuse pesanti e, qualora fossero provate, altrettanto pesanti responsabilità penali e sociali, ma – sospettano i magistrati – estremamente remunerative, a scapito di un territorio piegato per anni da un’emergenza divenuta cronica. Un situazione di prolungato allarme divenuto – per alcuni – sicura fonte di lucro. Stando alle ipotesi investigative infatti, false caratterizzazioni e l’attribuzione di un inadeguato codice Cer – la carta d’identità del rifiuto voluta dall’Ue – avrebbero garantito ai privati un più comodo ed economico ma illecito smaltimento dei rifiuti, in cambio delle sontuose tariffe volute dai piani straordinari di smaltimento, sotto l’occhio distratto – se non compiacente – dei funzionari dello Stato chiamati – in teoria – a vigilare su queste operazioni, ma in realtà parte di quel sistema che ha trasformato l’emergenza in un business. Funzionari pagati per un compito che non hanno, o peggio, non hanno voluto svolgere – ipotizzano i magistrati – che ai pubblici ufficiali contestano anche quella retribuzione divenuta ingiusto vantaggio. Ma l’inchiesta coordinata dal pm Sara Ombra non si ferma qui. Non fanno parte dell’associazione, ma chiusura indagine risultano ugualmente indagati a vario titolo per una serie di reati ambientali in materia di trattamento dei rifiuti e gestione delle attività di bonifica anche nomi noti del business dello smaltimento, come i patron della Ecofal Egidio e Francesco La Valle, parenti del sindaco di Villa San Giovanni, e altri soggetti come Rosario Morena, Leonardo Romano Esposito, Palmo Berardi, Vincenzo Abenavoli, Mattia Lazzarin, Francesco Barreca, Ernesto Senatore, Roberto Confalone, Romolo Orlandini, Pasquale Napoli, Alain Brault, e la società Tec spa.

Fonte: corrieredellacalabria.it

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