COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI

Sommersi dalla immondizia: allarme in tutta la Calabria, con un debito di quasi 200 milioni da parte dei Comuni

L’ufficio del commissario per l’emergenza ambientale rassicura, ma i sindaci sono pronti ad azioni straordinarie

CATANZARO – La Calabria insorge e cerca di emergere da sotto le tonnellate dei rifiuti che la soffocano. Ma il peso del debito accumulato dai Comuni nei confronti dell’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale la rimanda giù.
I numeri parlano di quasi 200 milioni di euro mai incassati, per colpa di quegli Enti che finora non hanno versato neanche un centesimo nelle casse dell’Ufficio del commissario. Ed offrono un alibi perfetto a chi negli ultimi 12 anni non è riuscito a porre in essere le giuste strategie. A Cosenza e Vibo non esistono discariche o impianti di smaltimento dei rifiuti. Le ditte private la fanno da padrone. Il sistema si è sempre retto sulle province di Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. Ma, ad oggi, Pianopoli, Alli e Casignana sono ormai al collasso. Secondo Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente Calabria, «non c’è stato mai un piano di azioni diffuse, mirate a creare un circuito virtuoso per la corretta gestione dei rifiuti, non c’è stata alcuna misura atta alla riduzione a monte dei rifiuti prodotti, nè si è intervenuti a sensibilizzare efficacemente, incentivare e monitorare la corretta gestione dei rifiuti speciali e pericolosi».
E questo il Governatore, Giuseppe Scopelliti, lo sa bene. Meglio ancora lo sa il commissario per l’emergenza ambientale, Vincenzo Speranza. Che nei giorni scorsi si è affrettato a rassicurare su un veloce ritorno alla normalità. Ma nessuno sembra credergli. Ed è da lui che Sergio Abramo, sindaco spodestato di Catanzaro, busserà questa mattina, per chiedere «un intervento immediato e straordinario per affrontare l’emergenza nel capoluogo e l’impegno solenne che la discarica di Alli sarà affidata al più presto al Comune di Catanzaro e agli altri 50 Comuni del circondario in modo da evitare nuovi “corti circuiti” nel sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti». Accompagnato dagli assessori regionali, Minimo Tallini e Piero Aiello, e dai responsabili delle ditte che gestiscono le discariche di Alli, Pianopoli e Lamezia Terme, Abramo farà sentire la propria voce, «perché – spiega – non posso restare con le mani in mano di fronte alla situazione esplosiva dei rifiuti. Anche se oggi non sono sindaco, ma solo candidato, non posso lasciare soli i miei cittadini mentre soffrono. Sono sicuro che troveremo le soluzioni per alleviare l’emergenza, ma, nel frattempo, nell’augurio di poter tornare al più presto alla guida del Comune, intendo assicurare alla città la disponibilità piena e diretta della discarica eli Alli. Questo dovrà essere l’ultima emergenza che Catanzaro affronta».
Una situazione esplosiva, dunque, a Catanzaro come a Reggio, passando per Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. A Lamezia Terme, l’Amministrazione comunale, in continuo contatto con il commissario per l’Emergenza ambientale e con il Prefetto, sta valutando soluzioni immediate per porre fine al degrdo causato anche dalla chiusura dell’impianto di lavorazione e selezione Daneco di San Pietro Lametino e del ridotto conferimento nella discarica privata di Pianopoli. E «qualora gli organi sovra comunali (Ufficio del Commissarioe Regione Calabria), che hanno la responsabilità degli impianti e delle discariche, non normalizzassero la situazione nelle prossime ore», il sindaco, Gianni Speranza, ha già preannunciato che «deciderà, di concerto con l’Ufficio Ambiente del Comune e con la “Lamezia Multiservizi”, di prendere provvedimenti eccezionali al fine di evitare il rischio di un’emergenza sanitaria». Ed anche il rischio di un vero e proprio dissesto per la stessa Regione Calabria. (Il quotidiano della Calabria – S.pa)

Fonte: lameziainstrada.tv

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