COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI

La Regione Calabria smantella i veleni della Seteco,ma…..

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La notizia buona è che la Regione Calabria , dipartimento ambiente, finalmente smantella quell’assurda discarica che era diventata l’ex fabbrica Seteco lungo la due mari che da Lametia collega a Catanzaro. Ci sono passato proprio due giorni fa per andare a Catanzaro ed i fumi salivano da tutte le parti attorno il capannone. La regione dopo la manifestazione organizzata davanti la sede regionale e dopo le numerose proteste degli abitanti e le decine di denunce finalmente lancia l’appalto per 316 mila euro perché venga completamente bonificata. La fabbrica di concimi chimici è stata attiva per qualche anno dal 2002 poi è stata chiusa ed abbandonata a se stessa. Una serie di sequestri e dissequestri ne hanno fatto una discarica vera e propria. Questo il calcolo da parte della Regione calabria , messo nel bando di gara, di quanto deve essere bonificato : 7000 mc di rifiuti solidi e 200 mc di percolato, compost fuori specifica, parte di rifiuti animali e vegetale non composta , percolato da discarica. Tutto questo pericoloso set di veleni è stato lì a fermentare per diversi anni nel’abbandono più assoluto e nel disinteresse di tutti gli organismi preposti alla tutela della salute pubblica. Già perché questo stabilimento non si trova nel deserto, ma in un area dove esistono altri stabilimenti lavorativi con decine di operai che vi lavorano ed una 15 na di nuclei familiari sparsi nel raggio di qualche centinaio di metri. In più attorno allo stabilimento fumante di veleni chimici si possono benissimo vedere greggi e mucche pascolare liberamente e pacificamente come se fossero in una montagna del Trentino Alto Adige. Dicevamo questa è la notizia buona. Ed ecco quella cattiva. Lo smaltimento della Regione Calabria non avviene seguendo regole precise nel caso di bonifica. Bonificare un area da rifiuti attivi e pericolosi vuol dire portarli in impianti idonei dove possano esser resi innocui e semmai fosse possibile riutilizzabili. Ed invece cosa succede ? Questi rifiuti vengono tolti dallo stabilimento e vengono portati a qualche chilometro di distanza in una discarica a cielo aperto senza essere assolutamente ripuliti . la discarica in questione è quella di Pianopoli in località Gallù-Carretello. Un operazione che ha dell’incredibile e che viene fatta con tanto di appalto pubblico e cioè alla luce del sole. E’ vero che siamo abituati al trasporto di rifiuti tossici nottetempo ed in piena illegalità, ma questo sembra davvero troppo e da sprovveduti. Il trasporto avverrà con i soliti camion usati per un trasporto normale di rifiuti e l’unica cosa che nell’appalto si legge è che lo stabilimento Seteco dovrà essere assolutamente reso agibile e ben ripulito “ a regola d’arte”. Ma del rifiuto in quanto tale non si dice niente e come questo è nello stabilimento della Seteco così verrà trasportato nella discarica a cielo aperto di Pianopoli senza alcun trattamento specifico.
La valle di Caratello è stata già classificata dagli ambientalisti una prossima valle dei veleni. Francesco Saccomanno del Forum ambientalista ha già dato l’allarme ed ha già presentato una denuncia contro la discarica destinata a ricevere rifiuti da tutte le parti d’Italia. Si calcola circa 500 mila metri cubi di rifiuti speciali. La discarica di Pianopoli ha già alle spalle vicende giudiziarie più fumose dei fumi velenosi che proverranno da essa. Al Tribunale di lametia qualche mese fa si è tenuta un udienza preliminare di un processo nel quali sono imputati diversi personaggi che hanno gravitato attorno all’avvio della discarica. La prima ad ottenere l’autorizzazione della discarica fu la Eco Inerti srl di Vercelli, i cui soci vendono le quote sociali per 3.000.000,00 di euro alla Ile srl di Milano, controllata da Daneco spa, impegnata nello smaltimento dei rifiuti e nella produzione di compost, ma a sua volta controllata dalla Unendo spa, che grazie ad altre società controllate gestisce anche la raccolta dei rifiuti speciali nelle principali fabbriche del Nord, come emerge dal sito http://www.unendo.it, tra cui figurano come clienti industrie farmaceutiche, chimiche, metallurgiche, di solventi. Con il sito di Carratello, a parere di Francesco Saccomanno del Forum Ambientalista Calabria, «il top dell’industria italiana da oggi dispone di una valle calabrese in cui scaricare i propri scarti e veleni, completando l’intero ciclo, dalla raccolta al trattamento, alla discarica, avendo in mano un castello di società collegate».
«Solo in Calabria si poteva dare il via libera; solo qui poteva capitare che tecnici, funzionari, amministratori potessero ‘non vedere’ le incongruenze che tutti hanno evidenziato in un’esposto alla magistratura – afferma il Forum Ambientalista Calabria – ma se la discarica sarà realizzata e nessuno avrà conseguenze per i misfatti compiuti, bisognerà ringraziare un sistema distorto che favorisce i grandi interessi privati a discapito dell’interesse collettivo». La discarica di Pianopoli, così come tutte le altre discariche aperte in tutta la Calabria dimostra ancora una volta la politica fallimentare di questa giunta regionale nel non voler far partire un piano serio e compiuto su tutto il territorio regionale. Un piano dei rifiuti che veda come fatto principe una seria raccolta differenziata porta a porta, che abbia anche al suo interno una serie di impianti per il riciclaggio. Questo vorrebbe dire non solo ripulire una volta per tutte il territorio da queste bombe chimiche ma anche e soprattutto la creazione di migliaia di posti di lavoro. Si preferisce il bussines, l’affare, alla difesa della salute, dell’ambiente , al lavoro per i cittadini ed al raggiungimento di quella cima che in altre regioni, specie del nord europa hanno già raggiunto che si chiama “rifiuti zero”.

scirocco.blog.tiscali.it

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