COMITATO NO DISCARICA PIANOPOLI

I rifiuti della Seteco alla discarica di Pianopoli

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I rifiuti della Seteco di Marcellinara saranno trasferiti presso la discarica di Pianopoli. Lo ha deciso il Dipartimento delle politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, che ha pubblicato la procedura di gara per l’assegnazione dei lavori di rimozione, trasporto e smaltimento alla ditta appaltatrice. Come l’Url vi aveva anticipato lo scorso 23 agosto i rifiuti verranno conferiti, dunque, presso lo stabilimento di proprietà della Daneco. Questa la notizia sulla bonifica, ma c’è un enigma in questa operazione. I rifiuti. Sono “non pericolosi”, la discarica di Pianopoli non ne smaltisce di altra tipologia. I codici identificativi CER (codice europeo del rifiuto, secondo la normativa europea) del materiale ivi presente, riconosciuti dall’Arpacal, Agenzia regionale di protezione ambientale della Calabria, riferiscono il C.E.R.: 19.07.03 – percolato di discarica; il C.E.R.: 19.05.03 – compost fuori specifica; e il C.E.R.: 19.05.02 – parte di rifiuti animali e vegetali non compostata. Gli ultimi due, circa 7mila metri cubi, saranno traslati presso la Daneco. Il primo, il percolato, il più tossico, circa 200 mc, invece, presso “una destinazione finale individuata dall’appaltatore”, informa il Capitolato d’oneri. La contraddizione è che, da un lato, sono stati classificati dall’Agenzia quali “non pericolosi”, nello stesso tempo, però, sono anche inquinanti e dannosi per la salute pubblica. Lo considera la delibera del Dipartimento regionale e tutti gli atti della procedura di gara. Nella migliore delle ipotesi la Seteco cambierà nome e città. Daneco e Pianopoli, anziché Marcellinara. E nemmeno di molto, sono solo cinque i chilometri, infatti, che separano i due siti. Costo dell’operazione: 710mila euro con il criterio del prezzo più basso. L’Emergenza ambientale si supera così. Il commissario delegato “ha fornito anche precisazioni relative all’applicazione della tariffa per lo smaltimento”, comunica il dirigente generale Bruno Gualtieri.
Il piano di sicurezza e di coordinamento delle opere di bonifica, messo a punto dal Dipartimento, è per spiriti forti. Non è per tutti. Ma tranquilli! Non sono pericolosi. Il capitolo sette è minuzioso.
“L’area di intervento fa presumere la concentrazione di gas/biogas aereo dispersi”, esordisce. “L’impresa appaltatrice dovrà mettere a disposizione e far utilizzare ai lavoratori del cantiere delle mascherine adeguate”, sembra il minimo, dato è che insopportabile anche dall’esterno. “Per eventuali lavori all’interno di pozzi/cisterne/vasche, essendo probabile la concentrazione di gas tossici/esplosivi, l’impresa appaltatrice dovrà procedere ad analisi strumentali atte a determinare il reale valore di concentrazione dei gas nei punti più sfavorevoli (sacche – intercapedini, ecc.)”. Il reale valore di concentrazione dei gas? Ma l’Arpacal non lo aveva già fatto?
“I risultati delle analisi dovranno determinare la scelta delle misure di prevenzioni da adottare ovvero bonifica con areazione forzata e/o utilizzo di maschere antigas e/o divieto di utilizzo di attrezzature che possono essere fonti di innesco di esplosioni (ovvero che producono calore e scintille)”. Quindi, i lavoratori andranno prima alla cieca, faranno i prelievi, e poi, sulla base dei risultati, indosseranno i dispositivi individuali.
“La presenza dei rifiuti non pericolosi (grassetto e corsivo miei, ndb) potrebbe potenzialmente apportare dei disturbi di tipo allergico nei lavoratori particolarmente esposti. Nelle aree di cantiere è probabile la presenza di rifiuti infiammabili e esalazioni di odori, quale prodotto della fermentazione dei rifiuti. Sarà inoltre probabile la presenza d’emergenze di percolato prodotte dalla lisciviazione dei rifiuti. Questo liquame è ricco di sostanze inquinanti, tossico per ingestione, con ripercussioni in seguito al contatto con la cute non definibili in senso assoluto in quanto variabili in funzione della quantità e qualità dei composti in soluzione, del soggetto o persona che si trova ad operare. Sembra che tali rischi siano di lieve entità così come dimostrato in alcune sperimentazioni riportate in letteratura (“Allergic and infection risks correlated with workplace enviroment”, M. Bondi, P. Messi e G. Fantuzzi – Atti del convegno Sardigna 99)”. Sembrano di lieve entità, ci sono gli scienziati che lo dimostrano, nella letteratura al riguardo.
“È comunque necessario un controllo sanitario mirato all’individuazione e prevenzione delle comuni forme virali e allergiche che potrebbero essere presenti in un ambiente quale quello in esame”, giusto, appare doveroso dato il rischio. Che, tuttavia, secondo il Piano di sicurezza è medio perché “sui rifiuti si opera con mezzi meccanici”, perché “la salita e la discesa dai mezzi avviene in aree ove i rifiuti sono confinati, e, infine, perché “tutti gli addetti indossano calzature di sicurezza”. Inoltre, il rischio di contatto con percolati è medio perché “si opera in presenza di sistemi di raccolta a pavimento dello stesso”. Tra le disposizioni per ridurre al minimo il rischio per gli addetti al cantiere anche quella di “non fumare” e di, in caso di malore o contatti con presenza di sintomi sospetti, “trasportare l’infortunato al pronto soccorso”.
La traslazione del mostro sarà effettuata tutti i giorni feriali, dalle ore 13 alle 19. Ad aggiudicazione effettuata, nei primi giorni del prossimo mese di novembre. Solo cinque i chilometri che separano la Seteco dalla Daneco. Ecologiche entrambe.

emiliogrimaldi.blogspot.com

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