Su Alli incombe la spada di Damocle della gestione.
Il personale preme sul passaggio delle competenze al Comune Giuseppe Lo Re La discarica sequestrata, le note difficoltà economico-finanziarie di Ambiente & Servizi, in parte anche la protesta degli autotrasportatori e il carburante razionato per alcuni giorni. E ancora le difficoltà di un sistema che si regge esclusivamente sulla discarica privata di Pianopoli, i nodi del commissariamento al quale si pensa di porre fine e il personale della discarica che chiede di essere pagato. Ha varie facce l’emergenza rifiuti nella quale è piombata la città ormai da settimane. Il commissario Giuseppina Di Rosa se n’è accorta nel momento in cui ha rimesso piede a Catanzaro, qualche ora prima d’insediarsi alla guida del Comune: bisognava intervenire senza perdere neanche un secondo. Cumuli di spazzatura davanti a scuole e strutture sanitarie erano la punta dell’iceberg; e solo le temperature rigide hanno evitato complicazioni di carattere igienico-sanitario. Le soluzioni-tampone messe in campo dal commissario con l’affidamento dei servizi all’Aimeri e alla “Fabbrica di Leonardo” hanno limitato i disagi e stanno lentamente restituendo dignità a varie zone della città. Restano, però, i problemi di fondo, a partire dal sequestro della discarica di Alli che obbliga di fatto a conferire a Pianopoli con tutte le conseguenze del caso, comprese le lunghissime attese alle quali sono sottoposti gli operatori con inevitabili ripercussioni sul ciclo di raccolta. Da parte loro, i lavoratori della discarica hanno fatto sentire martedì, per l’ennesima volta, il loro malumore. E al termine di un’assemblea hanno proclamato lo stato d’agitazione mentre una delegazione ha incontrato il commissario delegato per l’emergenza rifiuti, Vincenzo Speranza. «I lavoratori, nell’apprezzare la disponibilità immediata del commissario – si legge in una nota sindacale – hanno evidenziato lo stato di difficoltà e di disagio in cui gli stessi si trovano da diversi mesi a seguito dell’opportuna azione giudiziaria che ha coinvolto i vertici della società Enertech (che fino alla recente rescissione contrattuale ha gestito la discarica di Alli, ndr)». I lavoratori, nello specifico, hanno ribadito al commissario «la richiesta del pagamento diretto delle mensilità arretrate di ottobre, novembre, dicembre e della tredicesima mensilità. Per questo periodo, in effetti, i lavoratori – continua la nota – hanno ricevuto solo un modestissimo acconto che non consente loro di fare fronte alle esigenze quotidiane». Ancora, «i lavoratori hanno manifestato forte preoccupazione per le prospettive occupazionali future. Infatti al commissario è stato richiesto di farsi carico, una volta dissequestrata la discarica da parte dell’autorità giudiziaria, cosa che dovrebbe avvenire quanto prima, di riavviare la normale attività dell’impianto di smaltimento nel rispetto sia delle norme di legge che del contratto collettivo nazionale di lavoro attraverso l’impiego degli stessi lavoratori già occupati da oltre sedici anni». Secondo quanto riferito dagli stessi operatori «il commissario Speranza, dimostrando sensibilità rispetto ai temi della vertenza sindacale, preso atto delle rivendicazioni e giuste preoccupazioni dei lavoratori, li ha rassicurati, dissuadendoli da azioni di sciopero e da manifestazioni in programma, che metterà in atto tutti gli strumenti per salvaguardare l’occupazione»; inoltre Speranza avrebbe assicurato che si attiverà «per corrispondere nell’ambito delle disponibilità finanziarie le mensilità rivendicate». Per quanto riguarda le soluzioni operative che in prospettiva assicurano il funzionamento del servizio, il personale dell’Enertech ha espresso l’auspicio che la titolarità della gestione della discarica passi direttamente al Comune, «considerato che l’attività di recupero dei rifiuti solidi urbani interessa principalmente la municipalità di Catanzaro. In ogni caso – assicura la nota – i lavoratori resteranno vigili».
Fonte: gazzettadelsud.it