«La gestione dei rifiuti in Calabria è stata un disastro, come risulta anche dalla relazione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti». Lo ha detto il procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo, intervenendo alla conferenza stampa nel corso della quale sono stati illustrati i dettagli dell’operazione condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri sul sistema dei rifiuti e sulla discarica di Alli, che ha portato all’arresto di cinque persone e all’emissione di altri provvedimenti. «Il problema – ha aggiunto Lombardo – non è soltanto la discarica di Alli, perché si aggiungono le questioni dei pagamenti, dei Comuni che non pagano, delle ditte che si occupano della raccolta dei rifiuti e si rifiutano di fare il servizio perché non ricevono i soldi. Serve un nuovo modo, le innovazioni tecnologiche ci sono». Secondo il procuratore capo, infatti, «le discariche sono cose del passato, e in Calabria non vengono realizzati impianti tecnologici e non si fa la differenziata». Lombardo si è anche soffermato sulle possibili conseguenze pratiche dell’inchiesta: «Non siamo noi che blocchiamo la discarica di Alli, si sarebbe bloccata per fatti suoi».
Dello stesso avviso il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, secondo il quale «il funzionamento della raccolta dei rifiuti non può avvenire al prezzo di causare un disastro ambientale per l’assoluta inadeguatezza del funzionamento della discarica». Su Alli restano fitte le nubi. Chissà per quanto tempo ancora i cancelli dell’impianto rimarrano chiusi.
Fonte: gazzettadelsud.it