Lamezia: Non ricevono stipendio da due mesi, operai in protesta al depuratore

Lamezia Terme, 31 maggio – Con l’approssimarsi della stagione balneare riemergono vecchi e nuovi problemi sulla depurazione calabrese. Questa volta. a tenere banco, sarebbe la mancata corresponsione degli stipendi agli operai della Deca, la società che gestice il depuratore lametino. Gli operai questa mattina hanno proclamato lo stato di agitazione visto che, dicono, avanzano due mensilità arretrate dall’attuale società più altre spettanze da parte della società precedente, la Gerica. I lavoratori si dicono pronti a manifestare ad oltranza finchè non avranno rassicurazioni sui pagamenti dovuti. Una situazione che ormai è simile in molte zone della Calabria, visto che si tratta dell’annoso problema dei servizi prestati da società private ad enti pubblici (in questo caso Comuni, ndr) che spesso disattendono o dilatano i tempi di pagamento che servirebbero anche a pagare gli stipendi ai lavoratori.

lametino.it

Il Comune di Cerzeto aderisce al progetto “Rifiuti Zero”

CERZETO – Il piccolo borgo di Cerzeto si candida a diventare un paese sostenibile. Il Comune, infatti, aderirà al progetto “Rifiuti Zero”. Lo ha deciso l’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Rizzo.
Si tratta di un’iniziativa che vede la partecipazione d’interi Stati, contee, regioni, città di milioni di abitanti e piccoli centri urbani sparsi in tutto il mondo. La strategia del progetto, esposta più volte da Paul Connet, che si basa su dieci passi e che con l’uso del termine “rifiuti zero” si vuole esprimere anche “zero rifiuti solidi”, “zero rifiuti pericolosi”, “zero sostanze pericolose” e “zero emissioni”, suggerisce che il concetto attuale di rifiuto deve essere eliminato. Leggi l’articolo completo

Partecipata l’iniziativa con Marco Bersani e Corrado Oddi

E’ stata positiva la presenza di pubblico all’iniziativa di domenica scorsa con la partecipazione degli esponenti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua Marco Bersani (Attac Italia) e Corrado Oddi (FP CGIL Nazionale), anche se ci amareggia constatare – per l’ennesima volta – l’assenza del Sindaco Gianni Speranza, nonostante il nostro invito gli sia pervenuto circa un mese fa.
La presenza in assemblea del neo Assessore Gianni Gallo, proprio in virtù della sua recente nomina, non ha soddisfatto le nostre aspettative sui possibili impegni che l’Amministrazione Speranza intende assumere in merito alla ripubblicizzazione del servizio idrico.
Ci è parsa positiva l’apertura del Presidente della Multiservizi Fernando Miletta su alcune questioni come lo scorporo del settore idrico dalle attività della Lamezia multiservizi.
Convinti che ci siano le condizioni per un percorso comune vogliamo ribadire con fermezza alcune richieste “minime” avanzate in assemblea e per le quali chiediamo risposta immediata al Sindaco Speranza:
1) calendarizzazione dei lavori della commissione per la modifica dello statuto comunale con l’introduzione della definizione di servizio idrico integrato come “servizio pubblico essenziale di interesse generale”;
2) convocazione immediata di un consiglio comunale aperto per la discussione della Delibera di Iniziativa Popolare promossa circa due anni fa dal Comitato Lametino Acqua Pubblica e mai approvata;
3) apertura immediata di un tavolo tecnico tra l’Amministrazione Comunale e il Comitato Lametino aperto a tutti i cittadini interessati, per formalizzare lo scorporo del settore idrico dalle attività della Lamezia Multiservizi e per la contemporanea creazione di una Azienda Speciale di diritto pubblico;
4) approvazione di una delibera di indirizzo alla Regione Calabria con la richiesta di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato regionale.
Siamo altresì convinti che in tale percorso possano essere inseriti il ciclo dei rifiuti e i trasporti che, al pari dell’acqua, sono bene comuni sui quali il mercato non può speculare.
Il Comitato Lametino Acqua Pubblica ed il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua continueranno con caparbietà a battersi, senza rinunciare alla collaborazione necessaria, per la riuscita di questo processo di ripubblicizzazione.

Comitato Lametino Acqua Pubblica

Imputati in 160 per traffico illecito di rifiuti

Ha avuto inizio ieri mattina davanti al giudice monocratico Angelina Silvestri, in un’aula d’udienza affollata da difensori ed imputati, il processo a carico di 94 persone chiamate a rispondere di smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi. Si tratta degli imputati nell’operazione “Acciaio sporco” che risale al 2010 su un presunto traffico illecito di rifiuti speciali tra Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia. Quella che l’allora procuratore della Repubblica Salvatore Vitello definì «attività redditizia soprattutto per i volumi di traffico accertati e il numero delle persone coinvolte».
Nell’udienza di ieri il giudice non ha potuto fare altro che rilevare i numerosi difetti di notifica nei confronti dell’elevato numero d’imputati, rinviando il processo all’udienza del 10 gennaio prossimo per rinnovare le notifiche mancanti. In quella data dovrà essere affrontata la richiesta di costituzione di parte civile avanzata, tra gli altri, dal Fai.
Visto che i fatti contestati sono del 2010 e che il reato di cui sono accusati gli imputati si prescrive in cinque anni, sembra difficile arrivare prima ad una sentenza definitiva.
Il processo prende spunto da un’operazione portata a termine nel gennaio di due anni fa dai carabinieri del nucleo tutela ambientale di Napoli, del nucleo operativo ecologico di Catanzaro e dai militari della Compagnia lametina. Una persona finì agli arresti domiciliari su 18 indagati (10 i provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 7 gli obblighi di dimora), un’impresa fu sequestrata preventivamente insieme a 39 mezzi tra camion e rimorchi, per un valore complessivo di 15 milioni di euro.
L’imprenditore finito agli arresti domiciliari era Francesco Palmieri, 51 anni, titolare di un’azienda operante nel settore dei rifiuti. Secondo i carabinieri c’era una presunta organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi; al centro di tutto, per l’accusa, l’impresa di Palmieri che avrebbe commercializzato rottami ferrosi pur senza le autorizzazioni specifiche.

Fonte: lameziaweb.biz

Sequestrata discarica abusiva area Ex Sir. Denunciato imprenditore

Lamezia Terme, 15 maggio – Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, personale del NEC del Comando di Polizia Municipale, ha accertato che nell’area Ex Sir, un soggetto titolare di una fabbrica per lavorazione del legno gestiva lo smaltimento degli scarti della lavorazione della propria azienda in maniera illegittima. Leggi l’articolo completo